Prisoner 709

Che dire? L’ultimo album è veramente interessante e diverso dall’ordinario (di Caparezza).
Leggevo da qualche parte che si tratta di un album introspettivo e, secondo me, è pienamente riuscito: ha un bel sound cupo che riesce a farti immedesimare pienamente con la sua anima “profonda”, tratta di tematiche che gli stanno a cuore (e che stanno a cuore di tutti i suoi fan) ed è adrenalinico.

Esce dal suo ordinario, vero. La prima volta che ho ascoltato il disco non son riuscito ad andare oltre la terza traccia. Poi spotify mi ha proposto di ripartire esattamente da dove avevo lasciato e mi son posto la domanda: ma che non abbia capito nulla?
E’ da ascoltare più volte lasciandosi trasportare da questo sound duro, come ipnotico che, inverosimilmente, rende più interessante la scoperta del testo.

Caparezza, come la prima volta, è in grado di stupire.

Addio Google Instant Search, non ne sentiremo la mancanza

Google ha annunciato e dismesso la funzionalità “Google Instant” dal suo motore di ricerca, quella feature che automaticamente popolava i risultati di ricerca mentre si digitava la query nella barra di ricerca.
Quando fu introdotta migliorò notevolmente l’esperienza utente, riducendo il tempo necessario a scrivere l’intera query di ricerca e cambiò, di fatto, il modo di usare Google.
Ma i tempi cambiano e oggi più di metà delle ricerche avvengono tramite dispositivi mobili. Sullo schermo di un telefonino è più complicato non solo scrivere i termini di ricerca (vedi gente alle prese con il correttore automatico) ma anche visualizzare i risultati istantanei della ricerca, che vanno a occupare una porzione di schermo che, assieme alla tastiera, non risulta essere un’esperienza ottimale per l’utente.

Sembra che Google abbia dichiarato:

Abbiamo lanciato Google Instant nel 2010 con l’obiettivo di fornire agli utenti le informazioni di cui necessitavano nel più breve tempo possibile, prima ancora che finissero di scrivere i termini della ricerca sul proprio desktop. Da quando moltissime ricerche vengono effettuate tramite dispositivi mobili, dove l’interazione e l’inserimento dei termini di ricerca sono molto differenti, questo non ha più senso. Con questo in mente, abbiamo deciso di rimuovere Google Instant, cercando di focalizzarci su come rendere la Ricerca la più veloce e fluida possibile su tutti i terminali.

Di conseguenza, ora, i risultati derivati dall’auto-completamento vengono presentati come un classico menù drop-down nella barra di ricerca stessa, senza che la pagina dei risultati cambi.

Gli utenti potevano già disabilitare Google Instant, ora ci ha pensato Google, in virtù di un miglioramento di quella User Experience tanto portata avanti.

Alphabet

Nei giorni scorsi, la commissione Europea ha inflitto alla Alphabet qualcosa come 2,7Mld di multa per abuso di posizione dominante: in pratica la Alphabet avrebbe sfruttato il proprio motore di ricerca per inserire tra i primi risultati di ricerca le pubblicità delle proprie aziende.

Ci son voluti sette anni di indagini per dimostrarlo, troppi, considerato che la tecnologia si evolve con ritmi semestrali e la vera ricchezza della Alphabet sono i dati in loro possesso, ricavati dal tracciamento della navigazione e dalla scansione automatizzata di tutto il traffico email sui loro server.

Profilazione, profilazione, profilazione.

E molti si chiedono ancora perché Gmail è gratuito.