Cifs

Oramai si è passati de facto all’utilizzo del file system in oggetto per montare le directory condivise su computer windows o comunque tramite protocollo samba.

Non sto qui ad elencare differenze od eventuali migliorie, ma solo risolvere un problema che con smbfs non mi si è mai presentato, ovvero:

montata la condivisione in questione, scrittoci un file (qualsiasi) dopo un po’ a detto file vengon cambiati i permessi facendoli cambiare da un classico 0666 (o 0777) a -rwxrwSrwt rendendo così il file inutilizzabile per alcuni programmi.

Per risolvere ciò basta passare come parametri dir_mode=0777 e file_mode=0666.

EncFS, Gnome e richiesta password

Come sapete EncFS non ha alcuna interfaccia grafica e risulta scomodo all’avvio della propria sessione (gnome) doversi montare in un secondo momento, aprendo magari da terminale, la partizione crittata.
Non sarebbe molto meglio avere almeno una rischiesta di password?
Ebbene ci viene in aiuto zenity, il quale ci da la possibilità di creare finestre dandogli poche specifiche da riga di comando e ritornare il valore (in chiaro) nello stdout. A questo associamo l’opzione –extpass di encfs, tramite la quale quest’ultimo si attende la password come risultato dell’esecuzione del programma lanciato.
Il tutto si risolve quindi nel mettere encfs ~/.encfs ~/encfs –extpass=”zenity –text=’Sblocca i documenti’ –entry –hide-text –title=’Inserire password'” all’avvio della sessione e questo è il risultato 🙂

Cose gravi

dall’editoriale di Linux&Co di questo mese:

Ma il vero (e grave) problema sta da un’altra parte. Mi sono preso la briga di chiamare un po’ di amici che l’iPhone lo vorrebbero o lo hanno già acquistato: saputa la novità di questa sorta di controllo remoto, nessuno di loro ha cambiato idea sull’acquisto o ha pensato minimamente di chiedere un rimborso, restituendolo.

La cosa mi ha lasciato ancora più perplesso: Apple si permette di nascondere dettagli implementativi di una gravità assoluta e ai potenziali utenti non gliene frega un tubo. Niente.